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venerdì 22 aprile 2011

La fattoria degli animali.

Nel bel racconto "La fattoria degli animali" (link), che in realtà è una metafora neanche tanto mascherata del regime sovietico, George Orwell immagina che un giorno gli animali, stanchi di essere sfruttati e trattati male, si ribellino a Mr. Jones - il proprietario di Manor Farm - e prendano essi stessi il controllo della fattoria.
Il leader è Napoleon, un maiale, che dopo aver assunto la guida della ribellione vede la necessità di dare alla fattoria un minimo corpus legislativo da cui far discendere le regole di convivenza fra gli animali. Fissa dunque un eptalogo e fa scrivere a Snowball, il suo "secondo", questi Sette Comandamenti a lettere cubitali sul muro del granaio:
  1. Tutto ciò che va su due gambe è nemico.
  2. Tutto ciò che va su quattro gambe o ha ali è amico.
  3. Nessun animale vestirà abiti.
  4. Nessun animale dormirà in un letto.
  5. Nessun animale berrà alcoolici.
  6. Nessun animale ucciderà un altro animale.
  7. Tutti gli animali sono uguali.
Molto presto, però, Napoleon e tutti i maiali iniziano a tiranneggiare gli altri animali, di fatto si comportano esattamente come faceva Mr. Jones; a un certo punto iniziano perfino a camminare in posizione eretta. Alla fine la dittatura di Napoleon sugli altri animali sarà totale, toglierà di mezzo Snowball e i Sette Comandamenti verranno cancellati dal muro del granaio per lasciare spazio all'unico comandamento che in quella società conterà davvero:
TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI
MA ALCUNI SONO PIÙ UGUALI
DEGLI ALTRI.

Ciò che da parecchi anni succede in Italia all'approssimarsi della Pasqua (ma anche del Natale) mi porta a credere che il comandamento finale non valga solo nel racconto di Orwell ma trovi un riscontro oggettivo anche nel mondo reale e nel nostro Paese in particolare:  tutti gli animali sono uguali, ma gli agnelli sono più uguali degli altri.

Sgombro immediatamente il campo da ogni possibile fraintendimento: innanzitutto non tollero la crudeltà sugli animali, verso i quali il mio atteggiamento è assai francescano; inoltre sono visceralmente contro la caccia perchè non giustifico il maltrattamento e l'uccisione di nessun animale per fini ludici o di passatempo.
Infine, io non mangio carne ovina perchè ha un sapore e un odore che trovo sgradevoli, dunque non essendo parte in causa credo di poter vedere la questione con il distacco necessario a parlarne con un minimo di obiettività.
Pare che gli agnelli siano più uguali degli altri animali: sono gli unici per i quali due volte all'anno il mondo animalista si mobilita, scomodando addirittura l'espressione "stragi rituali" per definire l'abitudine di consumare a Pasqua e a Natale la carne di agnello.

Rilevo che non è mai pervenuta notizia di mobilitazioni dell'E.N.P.A. in direzione della Sardegna per stigmatizzare il consumo di "su porceddu" (il maialino da latte al mirto), ricetta che richiede un maialino nutrito solo del latte della madre e che abbia al massimo 45 giorni di età, né che si siano mai levate proteste contro i piatti a base di piccione, cioè un giovane colombo macellato appena prima che cominci a volare.
Misteri dell'animalismo talebano...

Invito innanzitutto ad ascoltare questa "pubblicità" diffusa in questi giorni dall'E.N.P.A. (Ente Nazionale per la Protezione degli Animali), che a prescindere dalle intenzioni di chi l'ha prodotta io giudico assai di cattivo gusto e fuorviante:

Ogni giorno vengono soppressi per finalità di alimentazione umana miliardi di animali fra bovini, suini, equini, polli, conigli, anatre, tacchini, quaglie, piccioni, lumache, rane e via elencando. Se a questi aggiungiamo quelli pescati nei mari e nei fiumi, il numero di animali quotidianamente uccisi per ragioni alimentari diventa enorme, eppure non ho mai sentito nessuna campagna contro la quotidiana strage (non) rituale dei polli, ad esempio, né ho mai sentito l'E.N.P.A. scagliarsi contro la mattanza delle cozze per le impepate con la forza con cui si scaglia contro l'uccisione di "neonati" ovini per le costolette a scottadito.
Eppure tanto i polli quanto le cozze sono animali... esattamente come gli agnelli. O no? O gli estremisti dell'animalismo non considerano gli agnelli animali come lo sono i polli da spiedo, le cozze da impepata e i puledri da costata? Per costoro gli agnelli sono più uguali degli altri animali?

Qual è la discriminante che differenzia un animale appartenente alla schiera di quelli di serie B che si possono macellare e mangiare senza che un'E.N.P.A. pontificante (con al seguito un certo numero di conduttori e conduttrici televisive assai famosi e molto ascoltati a tener bordone) ci faccia sentire degli assassini di neonati, da quelli appartenenti all'eletta schiera degli animali più uguali degli altri che secondo i talebani dell'animalismo dovrebbero morire solo di vecchiaia e magari ricevere più cure e protezione di quelle accordate di malavoglia e mugugnando - con buona pace degli spiriti natalizio e pasquale - a persone (umane, non animali...) che sfidano la morte attraversano il mare su fragili barche sovraccariche per sfuggire alle persecuzioni di regimi violenti che negano loro i più elementari diritti umani, incluso quello alla vita?

Dipende forse dal fatto che gli agnelli sono giovanissimi?
Anche i vitelli, i puledri e i giovani polli vengono macellati a pochi mesi dalla nascita: perchè nessuno definisce "neonati" quei polli, vitelli e puledri che si possono macellare e mangiare senza problemi, a differenza degli agnelli?
Dipende dal fatto che gli agnelli sono piccoli, immacolati e morbidi?
Allora è una questione di razzismo: i maialini da latte brutti, maleolenti, ricoperti dei loro escrementi e con le setole ruvide non fanno tenerezza, dunque possono morire... ma guai a toccare gli agnelli, il cui belato commuove gl'ipocriti assai più del grugnito di un maiale... o del pianto di un uomo disperato.
Anche i piccioni sono piccoli e morbidi, ma per loro non si usa il termine "neonati" in una pubblicità inutilmente violenta e di pessimo gusto: perchè  maialini e piccioni si possono mangiare ma gli agnelli no?

Ammetto di non riuscire a capire questa crociata contro la macellazione degli agnelli, non riesco a capire che differenza ci sia fra un giovane Ovis Aries e tutti gli altri giovani animali di cui l'Homo Sapiens Sapiens si nutre da sempre.
Non comprendo perchè sia da disprezzare e da colpevolizzare chi mangia l'agnello e non chi mangia altri animali.

Qualcuno mi spiega cos'hanno di speciale gli agnelli rispetto ai maialini da latte, ai puledri e alla fauna tutta? Cosa li differenzia e li eleva sugli altri animali?
Qualcuno mi spiega i motivi di questa indignazione a senso unico dei pasdaran dell'animalismo?

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