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lunedì 27 dicembre 2010

"Un poco di luogo da potervi andare e ridurvisi tal volta a desinare, o a cena per ispasso"

Così Giorgio Vasari descrisse Palazzo Te, uno dei monumenti più splendidi di Mantova.

Ci sono alcuni luoghi in cui ogni tanto mi piace ritornare e Palazzo Te è uno di questi.
Si tratta di un edificio costruito in epoca rinascimentale allo scopo di accogliere Federico II Gonzaga nei momenti privati - un po' come i due Trianon di Versailles per il Re Sole - o come luogo di rappresentanza in cui ricevere gli ospiti di riguardo.
Le sale del palazzo che vanno dall'inizio dell'intinerario di visita fino alla "Camera dei Giganti" sono a mio parere dei veri gioielli: le decorazioni alle pareti e sulle volte sono davvero splendide, non mi stanco mai di guardarle e riguardarle, studiarle nei dettagli, apprezzare ogni volta qualcosa che non avevo notato durante le visite precedenti.

Quasi tutte le sale sono molto belle, ma alcune sono dei veri capolavori.
Mi riferisco in particolare alla "Camera del Sole e della Luna", caratterizzata dall'affresco della volta che con un effetto trompe l'œil - simile a quello del famoso oculo (link) della "Camera degli Sposi" di Palazzo Ducale, sempre a Mantova - ci fa vedere i carri del Sole e della Luna come se stessero passando al di là di un'apertura nel soffitto, all'imponente "Sala dei Cavalli", l'ambiente più grande del palazzo così chiamato perchè alle pareti figurano i ritratti dei cavalli allevati nelle scuderie dei Gonzaga, alla "Camera di Amore e Psiche" con il suo ciclo di affreschi ispirati alle "Metamorfosi" di Apuleio e da qui, passando attraverso la "Camera dei Venti", la "Camera delle Aquile", la "Loggia di Davide", la "Camera degli Stucchi" e la "Camera degli Imperatori", si arriva alla sala più famosa e impressionante di Palazzo Te: la "Camera dei Giganti", completamente affrescata rifacendosi alle "Metamorfosi" di Ovidio e in particolare alla caduta dei Giganti, dove per la collera di Zeus le architetture crollano travolgendo i Giganti mentre lo stesso Zeus e Giunone scagliano fulmini su di loro.

Dopo aver visitato il palazzo, attraversando il giardino oltre le peschiere su cui affaccia la Loggia di Davide si può raggiungere l'Appartamento del Giardino Segreto, luogo in cui Federico II Gonzaga si ritirava per meditare in solitudine.
È un ambiente molto raccolto e molto bello; sulle mura che circondano il giardino segreto c'è una serie di nicchie decorate con afferschi e bassorilievi ispirati alle favole di Esopo, mentre in fondo al giardino c'è  ciò che resta di un ninfeo, la riproduzione di una grotta che all'epoca ospitava giochi d'acqua ed era decorata con conchiglie, madreperla e vegetali come muschio e felci.

Naturalmente, quando si visita Mantova, non va dimenticato il Palazzo Ducale, il Castello di San Giorgio e, per le buone forchette, raccomando i tortelli di zucca, il sapido stracotto d'asino, la mostarda mantovana con cui accompagnare i bolliti o le scaglie di Grana e infine la torta sbrisolona.
Non sembri fuori luogo la divagazione gastronomica: così come lo spirito si nutre d'arte e bellezza, il corpo che lo accoglie si nutre di bontà culinarie... e dalle parti di Mantova se ne trovano alcune davvero deliziose.

Le foto sono tratte dal web e il copyright appartiene al loro autore.



Palazzo Te.

Pescherie.

Loggia di Davide.

Camera dei Giganti

Giardino Segreto - Accesso al Ninfeo.

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