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17 aprile 2011

Strumenti insoliti 2 - Il cristallofono.

Due mesi fa, a proposito di strumenti insoliti, ho parlato dell'armonica a bicchieri (link).
C'è un altro "strumento" che sfrutta il medesimo principio, ovvero la frizione di un dito bagnato sul bordo di un bicchiere: il "cristallofono", detto anche "arpa a bicchieri".

Il cristallofono è più difficile da suonare rispetto all'armonica a bicchieri. In quest'ultimo strumento le coppe di vetro si trovano su un perno posto in rotazione da un meccanismo, cosicchè chi suona non deve fare altro che sfiorarle come se fossero i tasti di un organo.
Il cristallofono invece è proprio una batteria di bicchieri di dimensioni decrescenti da sinistra per i suoni gravi a destra per quelli acuti, accordati aggiungendo la giusta quantità di acqua, che si suonano facendovi scorrere sul bordo il polpastrello bagnato.
È dunque necessaria una certa abilità nel trarre il suono con il movimento rotatorio dell polpastrello sul bordo del bicchiere; le difficoltà aumentano quanto più le note sono brevi. Bisogna inoltre riconoscere molto rapidamente il bicchiere giusto in mezzo a tanti per non sbagliare nota; naturalmente anche nel cristallofono il musicista ha dei riferimenti visivi per capire dove andare a cercare le varie note, ma avendo davanti una distesa di quarantina di bicchieri serve molta perizia e rapidità di movimento.

In rete ho trovato numerosi filmati di gente che suona l'arpa a bicchieri. Credo di non sbagliarmi nell'affermare che Robert Tiso è il cristallofonista più prolifico: nel suo canale Youtube (link), che chi è interessato potrà esplorare, ci sono tantissimi filmati nei quali Tiso si cimenta in esecuzioni di brani classici con risultati notevoli.
Qui segnalo invece due sorprendenti filmati di Petr Špatina, un cristallofonista e artista di strada ceco a cui non mancano certo abilità, velocità e virtuososimo. Buon ascolto.





Petr Špatina alla finale di "Talent Mania 2010"

11 febbraio 2011

Strumenti insoliti 1 - L'armonica a bicchieri.

Inizio oggi a parlare di strumenti musicali insoliti.

Chi non ha mai provato almeno una volta a far risuonare un bicchiere sfregando il polpastrello bagnato sul bordo con un movimento circolare? Tutti, credo, ma a me non è quasi mai riuscito di trarre una nota dai calici che mi sono capitati davanti.

Per fortuna Benjamin Franklin - proprio lui, uno del Padri fondatori degli Stati Uniti d'America e inventore, fra le altre cose, del parafulmine e delle lenti bifocali - ci riusciva benissimo, tant'è che oltre a dedicarsi alla politica e sviluppare scoperte importanti come quelle che ho appena nominato, Benjamin Franklin riuscì perfino a trovare il tempo di costruire l'armonica a bicchieri (link).

L'idea gli venne nel 1757, quando viveva in Inghilterra e durante un concerto vide un musicista suonare delle brevi melodie su una serie di bicchieri. A Franklin piacque il suono dei cristalli risonanti e, volendo rendere più agevole l'esecuzione di brani musicali, nel 1761 costruì l'armonica a bicchieri, su cui la disposizione delle note è abbastanza simile come principio a quella degli strumenti a tastiera (organo, cembalo o pianoforte).

Questo insolito strumento consiste in una serie di calotte di vetro di dimensioni decrescenti infilate su di un perno; le calotte che producono le alterazioni (diesis e bemolle) sono segnate esattamente come sulle tastiere, affinchè chi suona possa avere un riferimento. Questa sorta di spiedino musicale viene fatto girare da un motore elettrico o da un leveraggio a pedale simile a quello delle antiche macchine per cucire e il musicista suona sfiorando i bordi delle calotte con i polpastrelli inumiditi, traendone note eteree e cristalline.

L'armonica a bicchieri permette di suonare non solo melodie ma anche accordi e fra '700 e '800 diversi compositori scrissero musiche pensate appositamente per essere eseguite su questo strumento, che tuttavia non ebbe molto successo: le orchestre da camera, l'organo e il cembalo erano prevalenti nella musica barocca; inoltre c'erano già altri due strumenti idiofoni largamente usati, la celesta e il glockenspiel. Poi arrivò il pianoforte e per l'armonica a bicchieri ci fu l'immeritato ma inevitabile oblio, anche perchè l'inerzia di attacco e rilascio delle note la rendeva inadatta ai brani con note brevi o con i veloci passaggi virtuosistici tipici della musica di quel periodo.

Le cronache dell'epoca raccontano che la regina Marie-Antoinette, moglie di re Louis XVI di Francia, si dilettasse a suonare l'armonica a bicchieri e che il medico tedesco Franz Anton Mesmer usasse questi suoni insieme al magnetismo per curare le malattie secondo le teorie da lui elaborate e note come "mesmerismo".
Paradossalmente, per un Mesmer che curava i pazienti con i suoni dell'armonica a bicchieri c'erano moltissimi medici che credevano i suoi suoni acuti e penetranti capaci di indurre malattie mentali e perfino la pazzia; pare tuttavia che più dei suoni acuti potesse il piombo contenuto nel cristallo con cui erano fabbricate le calotte, che veniva assorbito dai suonatori attraverso la pelle e provocava una grave intossicazione con effetti anche neurologici, il saturnismo.

Attualmente c'è al mondo una sola fabbrica in grado di produrre calotte di cristallo perfettamente accordate per le armoniche a bicchieri, la Cal-Glass che si trova in Californa. In verità sono pochini anche i musicisti in grado di suonare questo particolarissimo e affascinante strumento; è un vero peccato, perchè il suo suono è davvero bello.