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23 gennaio 2012

L'anno del dragone.

Quando in una famiglia s'incontrano due culture diverse può capitare di festeggiare un capodanno il 31 dicembre e un altro il 23 gennaio; capita quindi che il gancetto a cui nel periodo natalizio appendo la ghirlanda sulla porta di casa, adesso sorregga una piccola lanterna rossa.

Il lato negativo è che non solo non sono ancora riuscito a cancellare le tracce del cenone di capodanno dal mio giro-vita, ma stasera vi aggiungerò qualche ulteriore millimetro grazie ai piatti non certo ipocalorici che la cucina cinese prevede in occasione del capodanno lunare.
Il lato positivo è che questi piatti sono davvero deliziosi... e per me alcuni sono davvero irresistibili, quindi stasera largo all'insalata di medusa, ai gamberetti speziati e alle palline di riso glutinoso ripiene di salsa al sesamo.
Per fortuna il mio giro-vita ha ancora un diametro accettabile, anche grazie alle dieci rampe di scale che salgo diverse volte al giorno da quando ho deciso di non usare più l'ascensore per scardinare la mia pigrizia innata e fare un minimo di attività fisica, dunque non mi sentirò più di tanto in colpa per l'ulteriore intemperanza gastronomica che mi concederò stasera.

Secondo il tradizionale calendario lunare, il capodanno cinese cade il giorno del secondo novilunio dopo il solstizio d'inverno; in pratica la data è variabile come quella della nostra Pasqua ed è compresa fra il 21 gennaio e il 19 febbraio. 
Nel 2012 cade proprio oggi e per i cinesi sarà l'anno 4649, anno del dragone e anno con 13 lune.. il chè gli attribuisce ben due citazioni cinematografiche.
Per la verità in Cina non si parla di capodanno ma piuttosto di "Festa della primavera", che dura la bellezza di due settimane.

In occidente ciò che tutti ricordiamo del capodanno cinese è la "Danza del Dragone", il momento più folcloristico delle celebrazioni. Nei video che seguono, alcuni momenti della festa che si è svolta domenica scorsa a Roma e una suggestiva "Danza del Dragone" con un drago luminoso ripresa nel 2010 a Hong Kong durante una gara fra squadre di "dragonieri", se mi si concede questo neologismo.

Buon anno del drago a tutti, o meglio 新年好


L'ANNO DEL DRAGO from roberto ditta on Vimeo.

01 gennaio 2012

Buon 2012!

Ce l'abbiamo fatta, un altro anno è passato e celebriamo il primo giorno di quello nuovo.

Fra sguardi assonnati per il lungo veglione della notte scorsa, frasi di circostanza e auguri sinceri, questo primo giorno dell'anno - strano giorno in cui il tempo sembra sempre scorrere più lentamente - si avvia a terminare e da domani ricomincia la vita vera.

Sul canale in alta definizione di Vimeo ho trovato tre filmati che mi sembrano adatti ad accompagnare i miei auguri senza turbare l'atmosfera oziosa, rarefatta e un po' irreale del primo giorno del 2012. 

Il primo è un filmato girato a Brno (Repubblica Ceca) con la tecnica del "time-lapse" (link), mentre il secondo mostra immagini spettacolari dal Parco Nazionale di Yellowstone (Wyoming, U.S.A.) (link).
Il terzo filmato, il più straordinario, è stato girato a Philadelphia (U.S.A.) con una telecamera equipaggiata di un filtro che blocca tutte le frequenze della luce visibile fino a 720 nanometri e lascia passare solo la luce infrarossa. Per questa ragione i colori sono completamente alterati e il fogliame, che riflette moltissimo la luce nella regione dell'infrarosso, appare bianco e molto luminoso.
Suggerisco di espandere i filmati e guardarli a schermo intero, l'alta definizione permette una visione ottimale.

Auguro a chi mi segue un 2012 sereno e prodigo di soddisfazioni.



BRNO HDR from samadhi production on Vimeo.



Yellowstone National Park from Sylvain Dardenne on Vimeo.



A Dream in 720 nm from Bruce W. Berry Jr on Vimeo.

03 ottobre 2011

Birds On The Wires.

Quando si ha un discreto spirito di osservazione, la mente aperta e la capacità di trasporre in àmbiti diversi ciò che si vede, può capitare che da una semplice foto pubblicata in una rivista il genio di turno sia capace di "estrarre" una musica. 
Sembra incredibile, eppure capita.

Jarbas Agnelli è un musicista brasiliano ma il suo cognome tradisce origini italiane (e che origini... anche se probabilmente si tratta solo di omonimia). Tempo addietro Agnelli vide su una rivista la foto di un paesaggio - sembra una delle tante favelas che ci sono in Brasile - con una linea elettrica in primo piano e diversi uccelli appollaiati sui fili.


Quei cinque fili e gli uccelli che vi disegnavano sopra tante macchie nere devono essere apparsi famigliari al musicista: un pentagramma i fili elettrici e note gli uccelli. Agnelli ebbe la curiosità di sentire che musica potessero aver inconsapevolmente composto quei volatili posandosi sui fili in maniera del tutto casuale e la melodia che ne scaturì, pur non essendo nulla di straordinario, è tuttavia affascinante per il modo in cui è stata generata. Gli uccelli non fanno musica solo con i loro cinguettii ma anche semplicemente stando su una linea elettrica.

Ci sono esempi noti di musiche composte in modo casuale; pare che Mozart stesso abbia "creato" brani musicali scrivendo su foglietti di carta brevissime sequenze armoniche e melodiche di una battuta e poi, estraendo casualmente i bigliettini da un sacchetto, li abbia messi in fila e abbia trascritto le battute ottenendo così delle composizioni. 
Ricordo che una trentina di anni fa, quando muovevo i miei primi passi nel mondo dei computer utilizzando il mitico Commodore 64, avevo un programma che faceva giusto qualcosa di simile: il software consisteva in un discreto numero di sequenze melodico-armoniche prefissate che venivano scelte e accostate, come in un mosaico musicale, a partire da un numero casuale di 8 cifre (o multipli di 8, perchè il programma generava brani in 4/4) che si digitava. Il risultato era una musica di genere barocco, una partitura piuttosto gradevole riprodotta imitando il suono del clavicembalo.

Di recente qualcuno ha visto della musica nascosta perfino sulla tavola della famosissima "Ultima Cena" affrescata da Leonardo nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano: pare che la disposizione dei pani sul tavolo possa essere letta come uno spartito... ma dopo il successo del famoso libro di Dan Brown "Il Codice Da Vinci" ormai in quell'affresco la gente ci vede di tutto, quasi fosse una delle tavole del test proiettivo di Rorschach.

Tornando a Jarbas Agnelli, dal suo canale Vimeo (link) ecco il video "Birds On The Wires"; suggerisco di guardarlo a schermo intero.


Birds on the Wires from Jarbas Agnelli on Vimeo.

14 agosto 2011

"Perchè non parli?"

Pare che Michelangelo, soffermandosi ad ammirare la statua di Mosè che aveva appena finito di scolpire, abbia tirato una martellata sul ginocchio marmoreo gridando "Perchè non parli?", tanto la trovava realistica.
In effetti la scultura che avrebbe dovuto far parte della tomba di papa Giulio II nella basilica romana di San Pietro in Vincoli è davvero straordinaria e di un realismo quasi fotografico.


Certo, la scultura contemporanea è ben lontana sia dai canoni di quella classica, sia dalle vette di bellezza e perfezione toccate secoli addietro da scultori come Lorenzo Ghiberti, Donatello, Michelangelo, Giambologna, Andrea Sansovino e Cellini per arrivare fino ai famosissimi e candidi gruppi scultorei di Canova.

Eppure ai giorni nostri c'è chi crea sculture tanto inusuali e strane quanto affascinanti, nelle quali si può riconoscere una non comune dose di fantasia e la capacità - che si potrebbe definire genio - di vedere arte e bellezza anche nelle cose più comuni e difficilmente associabili all'arte (dei tubi di metallo), o in quelle più algide e apparentemente antitetiche all'arte a cui nessuno penserebbe mai, come la rappresentazione grafica tridimensionale di funzioni matematiche.
Ho detto "apparentemente antitetiche all'arte" nominando le funzioni matematiche perchè in realtà è risaputo che la matematica è indissolubilmente legata all'arte: basta citare per esempio la "Sezione Aurea" (link) e la "Successione di Fibonacci" (link), la prima applicata soprattutto alle arti figurative e all'architetura mentre la seconda si applica alle leggi della natura (la disposizione dei semi nei girasoli, ad esempio), alla musica e a un'infinità di campi dell'umano scibile, non ultima l'analisi tecnica finanziaria che su Finanza Online conosciamo bene per i "Ritracciamenti di Fibonacci" che tante gioie (e tanti dolori) ci danno.

Alcuni degli artisti di cui parlavo smentiscono anche l'idea comune che la scultura sia immobilità, creando sculture cinetiche che sfruttano l'energia del vento per muoversi con risultati quasi ipnotici che catturano lo sguardo e affascinano.

I filmati che seguono mostrano il "Singing, Ringing Tree" che non si muove ma emette suoni catturando il vento come se fosse un enorme flauto di Pan, una scultura mobile installata in America al DeCordova Museum Sculpture Garden di Lincoln, il "Perpetual Motion" che si trova nel porto di San Diego in California, una scultura cinetica di Mark White intitolata "Ripples 12", il "Double C" di cui non ho ulteriori notizie e infine la notevole scultura cinetica che si può vedere al BMW Museum di Monaco di Baviera: si tratta di 714 sfere metalliche pendenti dal soffitto attaccate a fili quasi invisibili che, come dicevo più sopra, vengono allungati o accorciati da un computer secondo delle funzioni matematiche in modo tale che, riproducendone il grafico tridimensionale, creino nell'aria profili di automobili e altre forme che offrono ai visitatori uno spettacolo sicuramente inusuale.

Siccome prima li ho citati, auguro un buon Ferragosto agli amici di Finanza Online così come a tutti coloro che mi leggono.











02 luglio 2011

Saccheggi...

Da qualche parte nel mondo c'è un computer che in questo preciso momento (è lunedi 27 giugno, ore 23:41) sta registrando ciò che sto scrivendo. Le mie parole rimarranno custodite nella sua smisurata memoria fino alle ore 08:15 di sabato 2 luglio, momento in cui quel computer si risveglierà ed eseguirà l'ordine di pubblicare questo post secondo le istruzioni che io darò fra poco.
Tutto ciò succederà - agli hackers piacendo - senza che io debba più collegarmi a Internet.

La cosa mi torna comoda perchè alle 8:15 di sabato 2 luglio 2011 io sarò in giro per l'Umbria, in vacanza; posso scrivere adesso, con calma, poi quell'entità globale che è Internet si occuperà di pubblicare queste chiacchiere a tempo debito.
Siccome con la mente sono già in vacanza, per questo intervento la farò corta: mi limiterò a "saccheggiare" il canale Youtube dell'amico Avatar4567 e a segnalare i filmati che preferisco.
Si tratta, nell'ordine, di:
  • una curiosa versione per arpa di "Stairway To Heaven" dei Led Zeppelin;
  • la cover per violino eseguita da Vanessa Mae di "Hocus Pocus", un brano del gruppo olandese Focus originariamente pubblicato nel 1971 nell'album "Moving Waves";
  • l'esplosiva interpretazione di "Smooth Criminal" di Michael Jackson eseguita da Luka Sulic e Stjepan Hauser, due violoncellisti tanto agitati quanto creativi...
  • un simpatico filmato in cui s'immagina che Dio sia un disc jockey che con due giradischi... bè, lo vedrete;
  • un bel videoclip sulle note di "I Walk Alone" di Tarja Turunen.
Grazie Giulio, a buon rendere...









13 giugno 2011

Genitori idioti? Non solo: anche assassini!

Io non avrei mai potuto intraprendere la carriera diplomatica.
Avrei forse potuto intraprendere quella militare: una trentina di anni fa, quando prestavo il servizio di leva nel 5° Reggimento Artiglieria Missili Contraerei, 1° Gruppo, 3ª Batteria di stanza a San Donà di Piave, nell'ultimo mese prima del congedo diversi miei superiori mi chiesero ripetutamente e con insistenza di prolungare volontariamente la ferma perchè, a loro dire, svolgevo molto bene le attività previste dall'incarico 321/M (link) che mi era stato assegnato e dunque avevo ottime possibilità di carriera, ma non ambivo a un grado più alto di quello che avevo già conseguito e per il futuro avevo altri progetti.
Fra questi sicuramente non c'era la carriera diplomatica, per la quale - al contrario di quella militare - sono totalmente inadatto: quando vedo determinate cose dico quello che penso e ciò è l'esatto contrario dell'essere diplomatico. Inoltre penso che definire cretino un cretino o idiota un idiota non sia un'offesa ma sia semplicemente dire senza ipocrisia come stanno le cose... e anche questo mi rende inadatto alla carriera diplomatica.

Ieri pomeriggio ero in macchina, stavo tornando a casa; avevo i finestrini aperti perchè la temperatura era mite e io adoro sentire il vento addosso. Ero fermo a un  semaforo rosso e ho guardato la macchina ferma alla mia sinistra, a un metro di distanza. Era un SUV, un BMW X5, anch'esso con i finestrini aperti e con a bordo la classica famigliola: papà alla guida, mamma sul sedile del passeggero e bambino di circa 4 anni.
Il problema è che il bambino non era ben assicurato al seggiolino di sicurezza, come prescritto dall'articolo 172 del Codice della Strada ma ancora prima dal buon senso e dall'istinto di protezione che i genitori dovrebbero avere verso i figli. Peraltro il seggiolino di sicurezza non c'era proprio, su quel SUV.

Quel cretino di quel padre, pur guidando un veicolo che nella versione base costa quasi 60.000 euro, ha evidentemente giudicato inutile spenderne altri 400 o poco più per i sistemi di ritenuta atti a proteggere l'incolumità di suo figlio in caso d'incidente.
Quella cretina di quella madre, dal canto suo, non solo se ne frega dell'incolumità del figlio (su questo punto le madri dovrebbero avere una sensibilità maggiore di quanta ne abbiano i padri, se non altro perchè i figli li mettono al mondo) e non pretende di farlo viaggiare in sicurezza sul seggiolino, ma  addirittura lo tiene in piedi fra sè medesima e il cruscotto: in caso di urto contro un ostacolo fisso alla velocità di 50 chilometri all'ora, quella deficiente schiaccerebbe suo figlio contro il cruscotto e non gli lascerebbe scampo, perchè in quelle condizioni verrebbe proiettata in avanti a una velocità tale da moltiplicare di almeno 50 volte il suo peso. La signora in questione ha quelle che comunemente si definiscono "forme generose", quindi ipotizzando (per difetto...) che pesi 70 kg e moltiplicando tale peso per 50, il risultato è che in caso di urto a 50 all'ora quella mamma si trasformerebbe in un pachiderma di tre quintali e mezzo che ridurrebbe in poltiglia suo figlio spappolandolo contro il cruscotto.

Ecco, questa è una di quelle situazioni nelle quali io dimostro senza possibilità di errore che non avrei mai potuto intraprendere la carriera diplomatica. Infatti, complici i finestrini aperti e il metro di distanza fra me e loro, non sono riuscito a trattenermi dal dire a quei due cretini: "Lo sapete che in caso d'incidente lei schiaccerebbe quel bambino contro il cruscotto?"
I due, che evidentemente non si aspettavano di essere ripresi, dopo un attimo di smarrimento hanno reagito nel modo che il loro misero livello intellettivo gli consente: lui si è qualificato con quello che probabilmente considera un virilissimo "Fatti i ca... tuoi", mentre la signora ha dato dimostrazione della sua classe (Dio li fa e poi li accoppia...) facendo le corna.
Io ho ribattuto: "Andate su Internet e guardate qualche filmato di crash test, poi decidete se la vita di vostro figlio vale i 400~500 euro che costa un seggiolino di sicurezza".
Li ho sentiti borbottare altri insulti, poi il semaforo è diventato verde e ognuno ha proseguito per la sua strada, il chè ha posto fine alla "chiacchierata".

Qualcuno fra chi legge giudicherà forse troppo forti gli aggettivi con cui ho descritto quei genitori, ma se devo essere sincero "cretini" è l'aggettivo più benevolo che mi viene in mente. Si, perchè più che cretini quel padre e quella madre sono potenziali assassini del loro bambino.
Se dipendesse da me, oltre alla sanzione pecuniaria e alla decurtazione di punti dalla patente, per i genitori multati per l'infrazione all'articolo 172 del Codice della Strada prevederei anche la limitazione temporanea della potestà genitoriale e la sanzione accessoria dell'obbligo di guardare almeno 20 ore di filmati girati in un centro traumatologico in cui si vedano senza censure e nel massimo dettaglio possibile (sangue, ossa rotte e suture incluse, senza tralasciare gemiti e lamenti) le operazioni di pronto soccorso e gl'interventi chirurgico-ortopedici eseguiti su bambini feriti in incidenti stradali.
Penso che in questi casi la terapia d'urto sia il miglior modo di fare prevenzione e se dopo aver visto molte ore di quei filmati si azzardassero a essere recidivi, io a quei genitori toglierei definitivamente i figli.

Senza pretendere di essere migliore di altri, ma rivendicando di essere da sempre un po' più previdente e prudente della media, per quanto mi riguarda posso dire di essere sempre stato profondamente convinto dell'utilità delle cinture di sicurezza. Nel lontano 1978, quando comprai la mia prima automobile, pretesi che fossero montate come optional a pagamento e le ho sempre, sempre usate sia da guidatore sulle mie vetture, sia da passeggero sulle macchine di altri che ne erano dotate.
Trent'anni fa o più, quando non era obbligatorio né averle né utilizzarle, essere passeggero e allacciare le cinture di sicurezza era un gesto che faceva storcere il naso ai più: quante volte i miei amici mi hanno chiesto "Perchè allacci la cintura, non ti fidi di me e di come guido?" e io avevo il mio bel da fare a spiegar loro che la mia non era mancanza di fiducia ma era semplicemente prudenza, era consapevolezza di non essere immortale.

Ora fortunatamente le cinture sono diventate un obbligo abbastanza rispettato, almeno dalle mie parti; sfortunatamente però vedo quotidianamente tanti genitori idioti che tralasciano di installare o di far utilizzare ai loro bambini i sistemi di ritenuta, siano essi i seggiolini di sicurezza o le cinture, diventando quindi potenziali assassini dei loro figli.

Non so se quei due cretini che ho ripreso ieri pomeriggio verranno davvero in rete a vedere i crash test, come gli ho suggerito di fare; Lombroso elevò a regola le sue osservazioni empiriche dimostratesi poi del tutto inattendibili, ma devo dire che le facce di quei due non esprimevano alcuna vivacità intellettiva...
Intanto consiglio a chi mi legge di guardare questi filmati e di riflettere: alcune immagini sono piuttosto crude (e a cercare su Youtube c'è roba assai più forte), ma penso che vedere il proprio figlio morto sapendo di esserne la causa sia ben peggio che vedere questi video... anche per dei genitori che quotidianamente mettono a repentaglio la vita dei loro figli e per questa ragione, a mio giudizio, inadatti al loro ruolo.
Riprendere un padre o una madre incoscienti che non hanno a cuore la vita dei loro figli e la mettono deliberatamente in pericolo è, a mio giudizio, un dovere civico.
Al quale io non mi sottraggo, anche a costo di essere preso a male parole da due cretini.











29 maggio 2011

Macchine sonore impossibili.

In un intervento che pubblicai nello scorso dicembre intitolato "Geniale" (link) c'è il video di un'animazione dal titolo "Resonant Chamber" appartenente alla serie "Animusic".
Sul canale Youtube di Animusic ho trovato altre animazioni davvero sorprendenti e gradevoli. Una in particolare si collega idealmente a un altro video che ho messo nel post del febbraio scorso intitolato "Tempo" (link), post in cui parlavo dei padri che dedicano volentieri il loro tempo libero a costruire dei giochi per i loro figli, giochi esclusivi perchè unici e in quanto tali assai più affascinanti per i bambini di una Playstation qualsiasi.
Se il padre che ha costruito la pista da parete per biglie avesse anche la passione per la musica, potrebbe prendere ispirazione da quest'animazione per la versione 2.0 della pista e aggiungere gli effetti sonori:




Altri filmati della serie Animusic che trovo assai simpatici sono "Drum Machine"...




...e "Pipe Dream 2".




Ho particolarmente apprezzato "Cathedral Pictures", animazione creata sulle musiche della suite "Quadri a un'esposizione" (link) di Modest Petrovič Musorgskij (link), composizione da annoverare fra quelle che preferisco e che ascolto sempre con piacere.
Il mio primo contatto con "Quadri a un'esposizione" risale (tanto per cambiare...) al 1971 e alla mia passione adolescenziale per la musica rock. In quell'anno il gruppo Emerson, Lake & Palmer pubblicò appunto "Pictures At An Exhibition", rivisitazione in chiave rock del capolavoro di Musorgskij; solo in seguito ascoltai la suite nelle due versioni classiche, quella eseguita da un'orchestra e quella originale per pianoforte.
Devo dire che la versione per orchestra colpisce di più l'ascoltatore, ma quella per pianoforte per me è senza dubbio più coinvolgente ed emozionante... ed è anche una bella sfida per un pianista.

A proposito di sfide pianistiche, alcuni anni fa, nella soffitta della casa "storica" della mia famiglia, ho scovato in una cassa piena di vecchi spartiti la trascrizione per pianoforte del dramma "La Valchiria" di Wagner (link). Non so dire come sia finito là dentro e lassù: sia mio nonno che mio padre erano (anche) musici, però nessuno dei due ha mai suonato il piano e non ho notizia di pianisti nella mia famiglia, ma tant'è.
Ho sfogliato quello spartito per curiosità e devo dire che occorre una buona dose di passione a un pianista che decida di cimentarsi nell'impresa di suonare "La Valchiria": in certe pagine ci sono più note nere che spazi bianchi.
Per pianisti che non si appassionano quando c'è da "vincere facile".

21 maggio 2011

I colori del buio.

Nonostante io sia già arrivato ben oltre il "mezzo del cammin di nostra vita" ci sono delle cose che immancabilmente risvegliano l'eterno bambino ch'è in me - e in tutti noi, se lo si vuole ammettere.

Qualche decennio fa, quando ero ragazzino, abitavo in campagna, lontano da zone urbanizzate. Il cielo e l'astronomia mi hanno sempre affascinato e, abitando in una zona priva d'inquinamento luminoso, di notte potevo osservare il firmamento nelle condizioni più favorevoli.
Sopportavo stoicamente gli assalti di sciami di zanzare fameliche pur di stare sdraiato sul prato a guardar le stelle, a cercare con lo sguardo quei puntini quasi invisibili in movimento che erano i satelliti (in realtà li ho visti assai di rado) e a tentare di riconoscere le costellazioni, che sulla carta stellare erano nitidissime ma che in cielo erano sfuggenti.
A parte quelle più evidenti, cioè Perseo, Andromeda, il Leone, l'Orsa Maggiore e poche altre, riuscire a vedere le costellazioni era difficilissimo... ma il cielo stellato esercitava su di me un'attrazione tale che, in estate, quasi tutte le sere passavo almeno una mezz'oretta col naso all'insù a immaginare - più che vedere - quelle nebulose e quelle galassie viste in fotografia sui libri astronomia.

Tutto ciò che si può vedere nel cielo notturno e diurno, compresi i fenomeni ottico-fisici che si verificano nell'atmosfera, mi affascinava da bambino e seguita ad affascinarmi da adulto; ancora oggi guardo quei fenomeni con lo stesso stupore di allora.
Ho avuto per due volte la fortuna di vedere un arcobaleno circolare e alzando lo sguardo al cielo ho osservato abbastanza di frequente qualche parelio (link), ma gli spettacoli per me più emozionanti sono le aurore boreali, di cui ho già parlato nel post "Il mondo di notte".

Recentemente, navigando sul canale in alta definizione di Vimeo (link), ho trovato due filmati realizzati dal fotografo norvegese Terje Sørgjerd con la tecnica del "time-lapse" (link), filmati che non esito a definire mozzafiato e che piaceranno a chi come me non ha perduto la capacità di meravigliarsi davanti agli spettacoli della natura.
Il primo s'intitola "The Mountain" (link) ed è stato girato a Tenerife (Isole Canarie, Spagna) sul Teide, il vulcano inattivo che è anche il monte più alto della Spagna. Si tratta di un bellissimo filmato realizzato prevalentemente di notte in cui la Via Lattea è davvero spettacolare.
Il secondo filmato s'intitola "The Aurora" (link); girato nel Kirkenes National Park in Norvegia, vicino al confine con la Russia, "The Aurora" mostra una delle più imponenti e stupefacenti aurore boreali che si siano viste negli ultimi anni.
Il paesaggio nordico sarebbe già uno spettacolo anche da solo; con il balletto di colori dell'aurora boreale diventa magico.

Suggerisco di guardare questi filmati a schermo intero perchè la qualità è elevatissima... e le immagini, come dicevo, sono davvero mozzafiato.


The Mountain from TSO Photography on Vimeo.


The Aurora from TSO Photography on Vimeo.

08 maggio 2011

Jesus Christ Superstar.

La televisione ha i suoi ritmi, le sue "stagioni" ed è alquanto prevedibile.
Tali ritmi sono scanditi dalla riproposizione, anno dopo anno, degli stessi film nelle stesse occasioni, ruminati in eterno o perché effettivamente sono capolavori senza tempo, o perché vengono comunque e sempre riguardati dal pigro pubblico televisivo o perché, più probabilmente, c'è una fascia di telespettatori che ha aspettative assai modeste e dopo aver acceso la TV sul solito canale guarda quel che passa il convento senza darsi troppa pena di cercare qualcosa di meglio, neppure ora che con l'avvento delle trasmissioni digitali terrestri (senza scomodare quelle via satellite né i canali a pagamento) il numero di canali liberi fra i quali scegliere è molto alto e l'offerta è assai differenziata.
 
Non si spiega diversamente il fatto che, a distanza di anni dall'uscita nelle sale e dopo che il DVD è stato allegato a più di un settimanale, vi sia ancora qualcuno che in televisione (ri)guarda per esempio l'ennesima replica di "Ghost", di "Dirty Dancing", di "Sister Act", della serie "Don Camillo", i cinepanettoni fra Natale e l'Epifania, i cinecocomeri (e non solo quelli) in estate, quando in televisione fra giugno e settembre ha luogo la quotidiana l'orgia delle repliche e, infine, i films che narrano la morte di Cristo e che vanno in onda fra la Domenica delle Palme e il lunedi dell'Angelo.

I films sulla Passione di Cristo in genere non vanno per il sottile nel mostrare primissimi piani di crudeltà e di tortura con immagini talmente esplicite che se fossero inserite nell'àmbito di altri film verrebbero senz'altro vietate ai minori ma, siccome a subirle è Gesù, allora a giudizio della Commissione per la Revisione Cinematografica (la vecchia "Censura") anche un bambino di 7~8 anni può senza subire alcun danno psicologico veder frustare a sangue un uomo, può vedere la sua faccia sanguinante con una corona di spine conficcate nella fronte e intorno alla testa, può vederlo appoggiato a una croce mentre degli energumeni gl'inchiodano mani e piedi al legno, può vederne un altro trapassargli il torace con una picca,... il tutto sotto gli occhi della madre e di altre donne che gridano di dolore e di orrore mentre altri sadici ridono.
D'altra parte, se non le vedono in qualche film, ai bambini queste crudeltà non vengono certo risparmiate: gli vengono comunque dette e spiegate per filo e per segno con dovizia di dettagli al catechismo in parrocchia e/o nell'ora di religione a scuola.

Quest'anno, a Pasqua, c'è stato un paio di emittenti che ha riproposto "Jesus Christ Superstar" (link), film musicale del 1973 che partendo dai celebri "musical" americani degli anni '50 e '60 fu il primo di una serie di film musicali appartenenti al genere rock (link) che negli anni '70 e '80 ebbero parecchio successo.
Di questa serie io trovo particolarmente interessanti "Tommy" (link) che non è citato nell'elenco, "Il fantasma del palcoscenico" e, appunto, "Jesus Christ Superstar".
All'epoca ero adolescente ed ero appassionato di musica rock, soprattutto quella un po' più raffinata nota come "Glam Rock" (link) pur senza disdegnare il rock più veemente di gruppi come Led Zeppelin, Deep Purple, E.L.&P., Jethro Tull e altri.
Vidi per la prima volta Jesus Christ Superstar quando uscì nelle sale e la colonna sonora mi piacque tanto che il giorno dopo corsi a comprare il disco. Non so dire quante volte lo ascoltai allora... e poi anche negli anni successivi.

Lo scorso lunedi di Pasqua ho riguardato il film in TV.
In merito alle considerazioni che ho fatto prima sulla crudeltà dei films sulla Passione devo dire che in Jesus Christ Superstar non ci sono scene troppo cruente, anche se nella scena del processo davanti a Pilato, quando quest'ultimo conta le 39 frustate che vengono inflitte a Gesù, l'ossessivo giro di chitarra elettrica dal volume crescente che fa da sottofondo all'azione e quella voce che conta le frustate evocano nello spettatore una discreta ansia.

Il film è stato girato nel deserto del Negev e ambientato non duemila anni fa ma negli anni '70, con carri armati e aerei da caccia che ogni tanto appaiono in qualche scena e gli attori vestiti in stile hippy; in fondo Woodstock (link) ere un ricordo ancora vivo, era ancora un passato prossimo.
Il cast è composto da attori e cantanti all'epoca per nulla famosi e anche dopo non si è più sentito parlare granchè di loro, almeno in Italia. Di Ted Neeley, il Gesù del film, non si hanno più avute notizie, nonostante fosse perfetto per quella parte come attore e anche come cantante se la cavasse. Una delle poche eccezioni è forse costituita da Carl Anderson, che nel film impersonava Giuda e che ha continuato la carriera di cantante. Strana sorte toccò invece l'attore che impersonava l'apostolo Pietro, che in seguito ebbe una carriera da attore di film pornografici: non male come salto mortale...

Guardando il film mi capitava di canticchiare le canzoni e mi sono reso conto del fatto che a distanza di 38 anni da quando lo vidi per la prima volta ricordo ancora a memoria i testi dei brani che compongono la sua colonna sonora... anche se magari ho difficoltà a ricordare cos'ho fatto tre giorni fa; miracoli della memoria a lungo termine, o forse i primissimi effetti nefasti di... quel tedesco, come si chiama... diavolo, eppure lo sapevo... ce l'ho sulla punta della lingua... ah, si: Alzheimer...

Nella colonna sonora ci sono diversi brani che giudico molto interessanti; quelli che preferisco fanno da sottofondo alla riunione del Sinedrio in cui Caifa e Hannah decidono di far condannare a morte Gesù ("This Jesus Must Die") e alla successiva entrata di Gesù a Gerusalemme ("Hosanna"), al tradimento di Giuda che rivela a Caifa dove poter catturare Gesù ("Damned For All Time / Blood Money"), al processo davanti a Pilato ("Trial Before Pilate") e il brano che precede la crocefissione ("Superstar"), che è anche il più noto.
Simpatica la scena della cacciata dei mercanti dal Tempio ("The Temple"), ma tutta la colonna sonora è gradevole.
Almeno lo è per i "ragazzi" degli anni '70 che ama(va)no il rock...









15 febbraio 2011

Sogni di sabbia.

La pubblicità in televisione è spesso insulsa e sgradevole. E il più delle volte è inopportuna.

Basta guardare una qualsiasi rete nazionale nei cinque minuti che precedono i telegiornali a ora di pranzo e a ora di cena per sorbirsi, mentre si è a tavola e si sta mangiando, una raffica di spot che pubblicizzano la pasta per la dentiera della postina emiliana golosa di torta alle noci, i pannolini per neonati che assorbono anche la pupù liquida, lo spray deodorante che attira tutti gli amichetti del figlio a farla "nel nostro bagno", il disincrostante per wc che spazza via le case dei batteri verdi fin sotto il bordo,  lo sciroppo per la tosse grassa che mette ko il catarro in forma di scimmia verdognola che si getta sui dormienti, il cura-lavastoviglie che elimina le secchiate di grasso marrone e gorgogliante che incrostano il nostro elettrodomestico, i lassativi di ogni sorta, gli assorbenti femminili con ali e senza, le soluzioni miracolose per dar sollievo alle giovani con prurito vulvare e via di questo ripugnante passo, senza remissione alcuna.
Ma è mai possibile che tutte queste schifezze ci debbano essere propinate ogni giorno che Dio manda in terra  e invariabilmente proprio mentre siamo a tavola?!?
Non ci sono altri orari per promuovere certi prodotti? O, meglio ancora, non ci sono modi e messaggi meno disturbanti per pubblicizzarli? Pare di no.

A fronte di moltissime campagne pubblicitarie decisamente stupide e irritanti, quelle di ENI sono una piacevolissima eccezione. Sono ben fatte, gradevoli e belle da vedere. Un vero raggio di sole nel panorama desolante di "creativi" a un tanto al chilo.
Le pubblicità di ENI sono quasi sempre state tutt'altro che banali; basta citare le simpatiche campagne curate da Bruno Bozzetto e quelle con le raffinatissime animazioni di Jean-Michel Folon (link).
Attualmente stanno passando in televisione i disegni creati con sabbia sulla lavagna luminosa da Ilana Yahav, che ha dato brillante dimostrazione del suo estro artistico in diverse altre pubblicità in tutto il mondo. Le mani dell'artista si muovono veloci e sicure sul sottile strato di sabbia sparso sullo piano luminoso e con poche ma efficaci immagini promuovono il marchio del cane a sei zampe.

Ilana Yahav e un vero genio. Non è affatto facile creare immagini dalla sabbia e crearle belle come fa lei. In rete ho trovato diversi video, tutti straordinari. Eccone alcuni, che suggerisco di guardare a schermo intero.

08 gennaio 2011

400 metri piani o jogging al parco?

Sembra facile trovare ogni giorno qualcosa di cui parlare... e probabilmente è facile per chi ha la chiacchiera facile. Io sono più incline all'ascolto che alla chiacchiera e questo è un problema.

Non basta tuttavia trovare ogni giorno qualcosa di cui parlare: io vorrei anche che questo qualcosa fosse interessante, vorrei suscitare in chi mi legge la curiosità per gli argomenti che tratto e vorrei proporre cose che gratifichino chi mi segue, siano esse poesia, musica, luoghi da visitare, siti web, capolavori artistici eccetera.

Quando un mese fa ho dato vita a questo blog avevo diverse idee e scrivere un intervento al giorno è stato abbastanza semplice. Da allora ho trattato 28 di quelle idee... e mi duole ammettere che le mie idee non possono essere infinite, volendo con un (bel) po' di presunzione mantenere un livello qualitativo almeno decente.

Per usare una similitudine sportiva, in questo primo mese ho corso i 400 metri piani e non essendo un atleta comincio a essere in debito di ossigeno.
Mi sembra opportuno rallentare il passo a un livello che sia adeguato alle mie capacità e dunque è opportuno che io esca dalla pista di atletica per tornare a fare jogging al parco.

Questo blog dev'essere un piacere sia per me che scrivo, sia per chi legge; non voglio sentirmi costretto a dover trovare tutti i giorni e per forza qualcosa di cui parlare perchè inevitabilmente finirei per scrivere cose poco interessanti. Finirei anche per detestare questa "incombenza" e non voglio che questo accada.
Per i motivi che ho appena spiegato da oggi diraderò la frequenza dei miei interventi; non scriverò più un post al giorno ma ne pubblicherò uno a settimana.

Se poi qualcuno volesse lasciare qualche commento e/o interagire con me, tanto meglio: sono convinto che il dialogo sia più stimolante e interessante che parlare a sè stessi.
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Ieri, parlando del film Koyaanisqatsi, dicevo di aver scoperto in rete dei filmati interessanti che me lo avevano fatto ricordare. Propongo due di questi filmati e suggerisco di guardarli a schermo intero perchè sono di ottima qualità.
Il primo s'intitola "Sky" ed è stato girato con la tecnica del 'Time-lapse' (link) a Dubai: in 4 minuti e 25 secondi ci mostra ciò che accade in cinque giorni e cinque notti in diverse zone di Dubai.
Il secondo s'intitola "Hayaku", è stato con la stessa tecnica e in 8 minuti riassume un viaggio attraverso il Giappone.
Buon week-end a tutti.





20 dicembre 2010

Fête des Lumières - Lyon, Francia.

Penso che per descrivere la Fête des Lumières - che ha luogo tutti gli anni a dicembre a Lione - le parole siano superflue, più che inadeguate.
Meglio alcuni video dai quali possiamo appena avere un'idea di cosa succede nelle notti in cui la città e i palazzi prendono vita, quelle notti in cui nessuno può evitare di tornare per un po' bambino e abbandonarsi alla fantasia sognando a occhi aperti.




15 dicembre 2010

Il mattatore - 1.

Trovare aggettivi per definire la grandezza di Vittorio Gassman è talmente arduo che nemmeno ci provo: perderei tempo.

Più che il Vittorio Gassman attore di cinema - che pure ci ha lasciato pellicole memorabili - io preferisco il Vittorio Gassman attore di teatro, il fine dicitor di poesie e di monologhi, anche se devo ammettere che per i miei gusti ogni tanto eccedeva un po' con il "birignao" e con l'impostazione della voce. 
D'altra parte non si parla di un artista qualunque ma si parla del grande attore formatosi negli anni '40 insieme ai più grandi artisti del teatro italiano del dopoguerra all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, il ché spiega tutto.

Per onestà va anche detto che Gassmann stesso si rendeva perfettamente conto della cosa e senza prendersi troppo sul serio ci scherzava pure su, come vedremo prossimamente.

In questa prima puntata, il Gassman fine dicitor di poesie recita "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi" di Cesare Pavese, "L'infinito" di Leopardi e "A Silvia", essa pure di Leopardi.




13 dicembre 2010

Geniale.

Io rimango sempre ammirato di fronte al genio, quale che sia l'àmbito in cui si esprime.
La tipica "architettura organica" di Antoni Gaudì - che ha il suo apice nella cattedrale della Sagrada Família a Barcellona - è qualcosa di straordinario, ma alcuni dei suoi edifici che assomigliano a scheletri, come la "Casa Battló" a Barcellona, sono quantomeno ansiogeni.


Casa Battló

Non avrei però mai immaginato che esistesse pure la liuteria organica, eppure qualche genio ha pensato anche questa. Il risultato è un'animazione che io trovo geniale: qualcosa a metà fra un improbabile strumento musicale e una creatura aliena.
Quest'oggetto starebbe senz'altro bene in una stanza della "Casa Battló" (link).
 



12 dicembre 2010

Il mondo di notte.

Per qualcuno l'insonnia è una maledizione. Per altri significa invece avere la rara opportunità di vedere aspetti e del mondo che di giorno ci sono preclusi; tutti noi qualche volta abbiamo camminato nella nostra città di notte e se il nostro stato d'animo era quello giusto di sicuro ci ha dato sensazioni che di giorno non potrebbe mai darci.
Se poi si ha anche la fortuna di abitare in quelle parti del mondo dove la notte e la natura si alleano per darci degli spettacoli che non è un'iperbole definire mozzafiato, allora diventa difficile negare il fatto che chi di notte fa la cosa più ovvia e naturale - dormire - davvero non sa cosa si perde.

Chi abita a nord del Circolo Polare Artico può ogni tanto godersi lo spettacolo unico delle aurore boreali: prima o poi mi toglierò la soddisfazione di andare a vederne una con i miei occhi.
Intanto, sul sito "The World At Night", possiamo vedere delle foto straordinarie del mondo fra il tramonto e l'alba ma soprattutto possiamo vedere lo spettacolo del cielo di notte.

Questo è il collegamento alla pagina principale del sito "The World At Night" (Il Mondo DI Notte) e questo è il collegamento alla pagina delle gallerie.

 "The World At Night" è anche su Facebook, su Instagram e su Twitter.